Yuyam Justiniano

Yuyam Marilyn Justiniano Roca è nata il 24 febbraio 1961 nella città di Santa Cruz de la Sierra, nell’est Boliviano. Ha studiato giurisprudenza e comunicazione sociale. Figlia del “Poeta dei poveri”, Dagoberto Justiniano Ardaya, ha la poesia nel sangue. La facile prosa e il ritmo colloquiale delle sue poesie, riconosciute dai media della sua terra, dove ogni settimana venivano pubblicate, affrontano questioni politiche e sociali o parlano di amicizia, vita e amore. Lei sostiene di scrivere meglio quando la vita la colpisce duramente. La sua prima raccolta pubblicata nel 1995 “Una voce necessaria” è stata scritta dopo un momento di grande tristezza, dubbio e incomprensione. Durante gli ultimi vent’anni, ha scritto solo in privato, dedicandosi alle pagine della sua vita e dando così un futuro ai suoi figli, lontano dalla sua terra natale.

Dopo essersi impegnata politicamente e aver vissuto sulla sua pelle il processo di cambiamento del suo paese, si trasferì in Europa con i suoi quattro figli minori. Lì, condividendo esperienze, riparo, cibo e dolore con altre don-ne, scoprì che molte di loro pur provenendo da altri paesi, Africa, Europa, Asia, America Latina, avevano vissuto situazioni simili, erano state vittime di abusi e violenze di ogni genere. Si unisce così come volontaria per lavorare e sostenere i migranti, con penna e carta, come redattore e revisore di un piccolo giornale in lingua spagnola.

Yuyam scrive con cuore aperto e con mente pulita. È una delle persone più ottimiste, oneste, corrette e sincere che conosca. Non tollera l’ingiustizia e non potrebbe mai accontentarsi della mediocrità di chi si limita ad esistere dimenticando di vivere. Forse è un marchio di famiglia, ereditato dai suoi antenati italiani, i Giustiniani. Ciò che dice e che fa è sempre spinto da un senso di giustizia e rettitudine, e soprattutto amore per il prossimo. Le sue azioni sono dirette con passione e dedizione, non conosce sfumature, bianco o nero. La parola è d’oro e il ricordo eterno. Allegra e sorridente, ha una mano aperta per chi ne ha bisogno. Rispettosa e diligente, la sua spontaneità e lo spirito vivace le permettono di risolvere problemi di ogni tipo: di difendere i diritti dei lavoratori del petrolio negli anni ’90 quando il suo paese era un processo di nazionalizzazione o combattere affinché i suoi figli potessero avere una buona educazione scolastica.

Non le piace l’ingiustizia, in particolare contro i bambini e le donne. In questo libro è raccontato tutto, tutto ciò che visse nella carne. “Madrigal… e mi chiamavano puttana” è il ritratto di una donna che prende il succo dalla vita, che vive al massimo, che si dà senza riserve e sogna una vita migliore. In una società in cui le donne sono considerate meno degli uomini e dove i loro diritti sono dettati dalle tradizioni e dai costumi maschili, la lotta è permanente. Molte donne, provenienti da diverse società e culture, si potranno identificate in questo ritratto, ieri e oggi. Con una prosa dura, ci racconta alcuni episodi crudeli della sua esistenza, senza veli o paura; una nuda verità.

Tuttavia, anche se i momenti difficili e dolorosi potreb-bero aver rimosso il sorriso e averla trasformata in una persona amara, risentita e triste, lei ci mostra che niente e nessuno dovrebbe cambiarti. La sua gioia e il suo desiderio di vivere sono contagiosi ed è diventata davvero per me una voce necessaria… spero anche per voi.

La fiera del libro prevede anche il premio per il miglior autore!

Il vincitore viene stabilito dalle preferenze del pubblico attraverso la modalità dei "mi piace" su Facebook


Vota Yuyam Justiniano su Facebook

Biblioteca Maria Santissima di Montevergine - Suore benedettine

via Ramiro Marcone, 56

83013 - Mercogliano (AV)

0825.787038

bibliomariassmt@virgilio.it

info@bibliotecasuoremontevergine.it

www.bibliotecasuoremontevergine.it

2017 - Copyright