MADONNA DEL LIBRO

di SANDRO BOTTICELLI


Uno dei capolavori di Sandro Botticelli, realizzato probabilmente tra il 1475 e il 1480, nella sua piena maturità artistica.

Si tratta di un dipinto da cavalletto quindi destinato alla collezione privata. Non abbiamo informazioni riguardo il committente ma doveva essere particolarmente benestante in quanto il restauro ha rivelato l’utilizzo di materiali estremamente preziosi: l’oro in conchiglia e il lapislazzuli, quest’ultimo utilizzato in tutto il manto della Madonna. Questo dipinto è particolarmente interessante perché ricco di allusioni simboliche, ad esempio: sulla veste di Maria c’è una stella ricamata che ricorda la stella cometa seguita dai Re Magi per portare i doni a Gesù appena nato.

Come si può intuire dal titolo, protagonista del dipinto è anche il libro che Maria sta sfogliando e leggendo e che si trova sulla sinistra della composizione. Molto interessante constatare che alcuni dei brani riportati sono leggibili e riconducibili al Libro di Isaia(l'annuncio profetico del concepimento e della nascita del Salvatore da parte della Vergine), ma i dettagli dell’impaginazione, i caratteri utilizzati e la forma del testo ricordano il Libro d’Ore, un testo per la preghiera quotidiana.

L’interno del dipinto è un interno domestico il quale riceve una luce che apparentemente proviene dalla finestra ma in realtà invade tutta la stanza e i personaggi in primo piano: la Madonna e il Bambino; si tratta di una luce spirituale, mistica che sottolinea la morbidezza delle forme.

La Vergine è pervasa da un velo di tristezza, mentre il Bambino, gioioso, è inconsapevole che sta tenendo tra le mani uno dei simboli della passione: la corona di spine che simboleggia il suo tragico futuro (probabilmente aggiunta successivamente, ma perfettamente congruente al significato del dipinto).

La ciotola in ceramica bianca e blu, tipica della produzione fiorentina, accoglie una serie di frutti, non causali ma carichi di significati simbolici: le ciliegie rappresentano il sangue versato, i fichi la resurrezione o la salvezza, le prugne la dolcezza dell’amore divino.

Arte e cultura

Rubrica a cura di Annachiara Di Salvio

Annachiara Di Salvio è un'artista, nata ad Avellino nel 1990.

Nel 2009 si è diplomata presso il Liceo d'arte '' Paolo Anania De Luca”  (sezione Beni culturali). Nel 2013 ha conseguito la laurea in Beni culturali con una tesi in Storia dell’arte moderna e nel 2016 la Laurea Magistrale in critica d’arte presso l'Università degli studi di Salerno.  
Nello stesso anno  ha acquisito la qualifica di tecnico del restauro rilasciata dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo ed ho collaborato immediatamente con restauratori per interventi in cantiere e in laboratorio. 

Ha partecipato a diverse mostre ed esposizioni tra cui "Giffoni film festival" e "Fiera d'arte Genova" ed espone presso varie gallerie d'arte nazionali.


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Puntata 2:

Il libro  nella pittura

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Puntata 1:

Il libro  nella pittura


“Scompartimento C, Carrozza 293”

DI EDWAED HOPPER

 

Un libro ci fa sentire meno soli, ci fa esplorare nuovi luoghi, ci regala conoscenza e soprattutto ci fa sfuggire alla realtà che ci opprime facendoci viaggiare con la fantasia.

I libri hanno da sempre catturato l'interesse di tutti e ovviamente anche quello di celebri pittori i quali hanno fatto del libro il protagonista dei loro dipinti.

Uno tra questi è “Scompartimento C, Carrozza 293” di Edward Hopper del 1938.

Lo statunitense Edward Hopper, ritenuto il miglior pittore realista americano del XX secolo, è noto per aver ritratto la malinconia e la solitudine della società del suo tempo focalizzando la sua attenzione soprattutto sui solitari, su figure immobili ed isolate.

Hopper era affascinato anche dai treni e nell'opera in questione l'artista ritrae una donna sola seduta nella carrozza di un treno, assorta nella lettura del suo libro e probabilmente anche nei suoi pensieri.

Il forte contrasto tra luce ed ombra accentua quel senso di mistero che caratterizza tutte le opere di Hopper.

Le sue immagini seminano indizi, pongono degli interrogativi, in questo caso ad esempio: lalettrice è sola e quindi sta trovando conforto e compagnia nel suo libro preferito oppure nonostante la stanchezza, arrivata dopo una dura giornata di lavoro, ha riaperto il libro per poter continuare la lettura in pace non riuscendo a ritagliare altri spazi liberi durante la giornata piena di impegni?

La lettrice è concentrata? Preoccupata? Assorta? Sicuramente indifferente agli splendidi panorami fuori dal finestrino.

Non vi è alcuna risposta nell'opera e ciò può indurre lo spettatore a perdersi nell’immaginazione per completare la narrazione e respirare quell'atmosfera di pace che proprio i libri riescono a regalarci.

 

 


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