Giuseppe

Bianco

Una splendida follia

Un racconto nel racconto, la vita reale  si confronta con quella narrata.  La dimostrazione di un destino molto più  fantasioso di qualsiasi scritto.  

Un intreccio di personaggi e luoghi, a dimostrazione di quanto sia facile imboccare strade sbagliate,  senza rendersene conto.  Un inizio di viaggio simile ad  un piacevole gioco. Inganno ed incoscienza subdoli trascinatori verso punti di non ritorno.

Una storia d’amicizia, d’amore verso una donna, verso la vita e  la sua unicità, spesso inconsapevolmente messa in pericolo, stupidamente. Tutto narrato con leggerezza che non è mai superficialità, con un umorismo latore di molti spunti di riflessione.

Uno scritto che in alcuni punti usa anche un linguaggio volutamente spinto, colorato, ma mai gratuito o volgare. La sfiorata crudezza di certe scene erotiche, serve a dimostrare le bassezze in cui si cade quando si è in balìa di un vizio.

I protagonisti: Andrea, Giovanni  e tutti gli altri che fanno da corollario, si muovono tra le righe di una storia, che con i suoi alti e bassi somiglia alla vita,  al suo rapido passare dal sorriso alla commozione, dal dolore alla gioia.

Personaggi in lotta contro un’ipocrisia parte integrante della società e delle sue leggi, battendosi contro un’alienazione generale, considerando quest’ultima il peggiore di tutti i mali, la degradazione massima dell’uomo.

Andrea, l’io narrante, racconta a ritroso la grottesca storia di Giovanni, il quale ‘nel mezzo del cammin’ della sua vita, si rende conto di aver vissuto solamente  per soddisfare le sue voglie e i suoi bisogni.  Era riuscito a vivere la vita come la immaginava, strapiena di emozioni, di sensazioni forti.  Ritrovandosi volutamente senza un lavoro, senza una donna, senza una famiglia, si rende però conto, che oltre ai ricordi non gli è rimasto nulla, né professionalmente, né  umanamente. 

Con decisione sofferta si autoconvince che,  se la soddisfazione illimitata di tutti i suoi desideri,  lo ha fatto vivere alla grande, quantomeno come desiderava, ma non lo ha portato da nessuna parte, almeno lo farò morire contento. Credendo che portando  all’estremo il tutto, alcol, sesso, droga  morirà di vita, scoppierà di gioia. Per fare questo chiede aiuto all’amico nascondendosi dietro falsi alibi e  convinte bugie. 

Non mancano i capovolgimenti di situazioni e gli scambi di ruolo, con un finale a sorpresa molto fantasioso.


E poi … il mistero del tempo che sembra non trascorrere e, senza cambiare nulla, tutto trasforma; e, mentre lo si avverte fermo, vola.

Chi non chiuderà il libro ai primi capitoli, alla fine, si accorgerà di aver letto un buon libro, e un buon libro, è sempre un viaggio che comincia.

Dal 2000 al 2008 ho vinto numerosi concorsi letterari sul territorio nazionale, sono stato membro di giuria in molti concorsi, ho gestito il sito letterario “Le parole per te” dove si dava spazio ad autori esordienti e più conosciuti. Ho organizzato per 10 anni il concorso letterario “Città di Caivano – Le parole per te”.  Curato ed inserito in varie antologie: “Le Parole per te” Giulio Perrone editore, “Faximile – riscritture di opere letterarie” Fratelli Frilli editori, “Vedi Napoli e poi scrivi” Kairos Edizioni.   “Il baule delle storie perdute” Edizioni ArabaFenice

2007/2015 Direttore editoriale della casa editrice ALBUSedizioni.

Pubblicato tre libri 2001 “Lungo la strada del tempo” ed. Spartaco.  2007 “Chiedilo all’amore” AlbusEdizioni.

Poi una lunga pausa di vita accumulando storie da raccontare  e, nel   2017 un nuovo inizio “Figli di  uno schizzo” ed. Homoscrivens,  libro che segna il ritorno dopo una lunga distrazione. Luglio 2018 secondo classificato con il racconto “Flavia e l’altra” al Concorso Letterario Roccagloriosa. Dicembre 2018 nuovo libro “L’infinita storia delle piccole cose” L’Erudita edizioni. Maggio 2019 giuria nel premio Scriptura di Nola (Na). Maggio 2019 premio speciale al Concorso  “Paolo Zilli – L’arte della parola”. Maggio 2019 il libro  ‘Linfinita storia delle piccole cose’ vincitore del  Premio Internazionale Navarro XI edizione 2019, organizzato da ‘The International Association Of Lions Clubs’. Maggio 2019 il racconto “L’amore vero non muore mai” selezionato per il libro “Caro Maschio che mi uccidi” Edizioni Fusibilia. Luglio 2019 “L’infinita storia delle piccole cose” terzo posto al Premio COSTA D’Amalfi.

Anno 2020, lo scritto "Il rumore del cuore" si classifica al secondo posto non Premio Letterario Nazionale "Sabrina Favino", Roma.

Settembre, esce il libro "Una splendida follia".

Ottobre, nuovo libro "Esilaranti storie di di anime scoperecce"


Biografia:

Figli di uno schizzo

Sono gli anni ottanta, a Cesenatico. È estate e Michele, un ragazzo del sud, finita la scuola, ha deciso di partire per fare l'aiuto cuoco in Romagna. Per il giovane sarà l'occasione per mettersi in gioco e conoscere, attraverso le persone che frequenta dentro e fuori l'albergo dove lavora, i diversi aspetti della vita. 

Un racconto ironico e agrodolce, una storia di ventenni, di lavoro, di amicizia, di delusione e riscatto, di sorrisi e lacrime, una storia d'amore. Quando ancora non c'erano i telefoni, i computer e i social network; quando per condividere una sensazione bisognava incontrarsi, parlarsi, toccarti. 

L'infinita storia delle piccole cose

“L’infinita storia delle piccole cose”,  il titolo è nato da un’attenta osservazione della realtà e dall’amara consapevolezza  che “l’essere” è rimasto indietro.

Al di là del colore, della razza, della religione le persone vengono manipolate nel corpo e nei pensieri da un sistema che ammette solo le ragioni del profitto e del  potere.

Le persone purtroppo vengono trattate come cose, non come uomini, donne o bambini, ma cose.

Una lettura scorrevole ma mai superficiale,  pone problemi esistenziali senza avere alcuna presunzione di dare delle risposte definitive.

Undici personaggi che vagano tra la realtà, il sogno e il fantastico alla ricerca di un mondo più gratificante  e giusto.

In quasi tutti i racconti aleggia un pessimismo di fondo dovuto all’incertezza dei nostri tempi: tante ombre e poca luce. Quella luce che però rappresenta la speranza, senza la quale non vi sarebbe che disperazione.

Personaggi che sembrano, ma non sono dei vinti perché non si rassegnano e sono alla continua ricerca non di un riscatto sociale ma, propriamente umano.

“Dobbiamo batterci contro nemici invisibili: l’ipocrisia, l’invidia, la meschinità” è scritto in uno dei racconti. Ed a questi nemici invisibili  ne possiamo aggiungere tanti altri, ed è in questa perenne lotta che si cimentano i personaggi di questi racconti, per cercare di sconfiggere non solo i nemici, ma anche l’alienazione, uno dei peggiori tra i mali dell’umanità.

L’alienazione è la degradazione massima dell’uomo ove lo spirito e la mente non hanno alcun valore.

Si parla di tempo, del suo inestimabile valore. Nel racconto “Il valzer delle ore perdute” si legge “C’è sempre tempo fin quando ti accorgi di non  averne più.”

Non è una visione eraclitea del tempo  ma un desiderio di dare ad ogni attimo della vita un significato e un valore.

Undici racconti che hanno in ogni trama uno stesso protagonista: l’uomo e i suoi sogni, le sue speranze, le sue paure. Sono racconti a volte crudamente calati nella quotidianità, a volte acquistano una dimensione onirico-fantastica, ma sempre pregni di una umanità che cerca un riscatto dalla banalità che coinvolge un po’ tutti.

 
 
 
 
 

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