Maria Cristina

Pizzuto

Gocce diamantine

Questa raccolta di poesie mi ha accompagnato per tutto il periodo adolescenziale, nei suoi momenti negativi, dove si vede tutto nero, a quelli positivi dove è la speranza la vera protagonista. E' stato come una sorta di diario che mi ha permesso di sfogarmi e di tirare fuori tutte quelle emozioni che avevo dentro, e che non riuscivo ad esprimere nella quotidianità. Poi verso i 28 anni ho smesso di scriverle, qualcosa in me era cambiato: avevo dato un nome alla mia angoscia esistenziale. Finalmente avevo trovato lo scopo della mia vita, il perché della mia esistenza ed un qualcosa in me si è chetato. Non avevo più nulla da dover descrivere e cercare con così tanta insistenza, poiché l'avevo ormai trovato nella mia vita.



Le acque del sonno eterno

Sara, rimasta orfana dai genitori in un incidente, è costretta ad andare a vivere al castello del suo austero zio Alberto, in una cittadella chiamata Pomlete.

Al suo arrivo l'accolse tanta freddezza, ma con il passare dei giorni, Sara riuscì a fare amicizia con Marta, la cuoca, e con Erika, la moglie defunta di Alberto. Fu lo spirito di Erika e la pazienza di Sara, a sciogliere il cuore acerbo ed indurito dello zio, trasformandolo a tratti, in una persona a dir poco cordiale e quasi intima. Erika, tramite il marito, consegnò a Sara degli strani messaggi: “Attenta al futuro e all'acqua”. 

Arrivata la primavera Sara, decise di andare a fare una gita, in un paesino nei pressi di una diga, che aveva visto da una finestra del castello. Trovata una casa abbandonata, di cui suo zio era proprietario, decise di andarci a vivere da sola, contando solo su sé stessa. 

Più volte Erika, in circostanze piuttosto inverosimili, si mise in contatto con Sara, avvertendola di un qualcosa di negativo nel suo futuro tramite la stessa predizione, ma ella non le prestò attenzione e continuò la sua vita normalmente. 

In una delle tante passeggiate, conobbe Francesco di cui si innamorò. I due passarono le giornate insieme crescendo nei loro sentimenti, fino al giorno predetto da Erika, in cui la diga riversò le sue acque sul piccolo paesino sotto di essa, trasformando la loro vita per sempre.  

Questo racconto è stato ispirato da un fatto realmente accaduto, tra il Friuli ed il Veneto il 9 ottobre 1963. 

Le acque del sonno eterno vogliono ricordare il disastro provocato dalla rottura della diga del Vajont, che ha portato a 1900 morti in una notte.  Tragedia, che poteva essere benissimo evitata, causando danni sia all'ambiente, che alle persone, devastando un intero paese. 

Questa narrazione è stata scritta per non dimenticare, per sottolineare che la superficialità umana spesso porta alla distruzione di vite, gremite di desideri ed emozioni. L'Uomo diventa qui il dio di sé stesso.  Un suo errore può varcare il limite della vita e della morte e farsi autore di misfatti che potrebbero benissimo essere evitati. E' un urlo a chiunque possa decidere delle sorti dell'essere umano, ad essere più responsabile in ciò che si fa e si esercita, a prescindere dai giri economici e di potere. 

Il libro vuole implorare tutti gli uomini  ad imparare dai nostri stessi errori. Sbagli che hanno portato a delle catastrofiche conseguenze spezzando l'esistenza di molte vite umane.

Una santa mancata

Filomena Pizzuto nacque a Taurianova (RC) nel 1901.

Nella sua biografia si affronteranno le Beatitudini ed i Comandamenti attraverso la sua esistenza. Verranno prese in considerazioni le virtù cardini della vita cristiana, rapportate non solo ai suoi tempi, ma anche a quelli odierni.

Un saggio, che vuole far riflettere, in una realtà sempre più superficiale, della bellezza dell’essere umano.




Sono nata a Milano e la mia infanzia l'ho trascorsa a Bresso (MI)

All'età di 13 anni la mia famiglia si è separata. Mio papà è rimasto a Bresso, (MI) mentre io e mio fratello di 10 anni in meno di me, siamo andati ad abitare a Gorgonzola (MI).

Ho fatto lì tutte le superiori. Era un liceo scientifico sperimentale ad indirizzo ambientale.

Ho fatto i primi 6 mesi di università alla Bicocca con facoltà di Geologia. Al secondo anno avrei potuto prendere l'indirizzo di geologia marina ma mi sono fermata molto prima perché avevo capito che non era quella la mia vera vocazione. Appena ho trovato lavoro sono uscita da scuola.

Ho scritto dalla 3° media circa, in primis poesie poi mi sono dedicata sia a quelle che a scrivere racconti con modalità diverse di scrittura.

Attualmente abito a Fara Gera d'Adda (BG)


Biografia:

Interviste

Contatta l'autore attraverso la biblioteca

La tua richiesta sarà inoltrata 

 
 
 
 
 

Boccioli di Rose

Boccioli di Rose è nato come volontà di poter aiutare altre persone cadute nell'anoressia, a dare una speranza ed andare avanti, perché con sacrificio e tempo vi si può uscire totalmente. Questo libro è tratto dall'esperienza personale, pertanto non tutti proveranno le stesse identiche sensazioni ed emozioni, ma per tutti coloro che vi sono dentro c'è un denominatore comune: questo scritto farà battere il cuore di ognuno alla sola lettura. Ed è da questo battito che “Boccioli di Rose” vorrebbe far presa e far riflettere tutti coloro che sono dentro a questo tunnel: la vita è degna di essere vissuta anche quando tutto sembra crollare e la morte si erge come ancora di salvezza. 

I Boccioli sono metafora degli stralci di emozioni ed inquietudini che vengono a galla, ancora immaturi, per poter poi riuscire a fiorire in un bellissimo fiore, in questo caso la Rosa. Ho scelto questo fiore per la delicatezza degli argomenti trattati, e perché l'anima di ognuno è un delicato fiore che ogni giorno deve essere amato, curato e coltivato con cura, giorno dopo giorno, per poter ammirare tutta la sua bellezza.

Il libro presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Vi si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, a paragrafi in cui si  descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque con l'andar del tempo, in che modo uscire dal tunnel dall'anoressia.

Hai la possibilità di lasciare un apprezzamento positivo su Facebook e lasciare una recensione nei commenti se hai letto o comprato il libro.


Maria Cristina Pizzuto su Facebook

Biblioteca Maria Santissima di Montevergine - Suore benedettine

via Ramiro Marcone, 56

83013 - Mercogliano (AV)

0825.787038

bibliomariassmt@virgilio.it

info@bibliotecasuoremontevergine.it

www.bibliotecasuoremontevergine.it

2017 - Copyright