Mirella 

Napodano

Ma l'amore no

Romanzo epistolare per la memoria delle emozioni

E’ un testo denso di ricordi di famiglia e testimonianze storiche, in cui si narrano le alterne vicende del fidanzamento dei miei genitori, a lungo separati all’epoca della seconda guerra mondiale. Carmine infatti è militare di carriera in Africa settentrionale, vivendo l’esperienza bellica tra privazioni di ogni genere, slanci patriottici e la speranza di tornare in patria per coronare finalmente il suo sogno d’amore. Nel frattempo Emilia, che abita ad Avellino, lavora presso una storica tipografia della città, editrice del giornale di suo padre Fiorentino Cotone, intellettuale noto per il suo impegno civile. Fra i due fidanzati si instaura un carteggio ininterrotto di lettere d’amore intrise di tenera nostalgia, che sorvolano quotidianamente il mar Mediterraneo sulle ali degli aerei da guerra. Fanno da scenario da una parte palme e dune di un deserto vissuto dal romantico sergente non tanto come ambiente ostile quanto come immensità di stupefacente bellezza; dall’altra parte del mare, lo sfondo è quello di una città di provincia dalla vivace vita intellettuale e civica, di cui è espressione il salotto culturale di Fiorentino, fondatore e direttore del periodico ‘Don Basilio’. E mentre la vita si svolgeva tra alterne fortune militari, pericoli e impegni di lavoro perseguiti con scrupolo e puntualità, i due innamorati si davano appuntamento al sorgere della luna.

Solo a distanza di lunghi anni dalla morte dei miei genitori sono riuscita a superare il pudore e l’impatto emotivo che mi provocava la lettura e la selezione delle lettere da pubblicare: operazione che ha richiesto un lungo periodo di raccoglimento, quasi una complicità vissuta in un silenzio assorto e partecipe. Un posto privilegiato nel romanzo è riservato alle canzoni d’epoca, che affiorano tra le righe del racconto quasi di prepotenza, come frasi musicali sovrapposte al dipanarsi degli avvenimenti, creando impreviste sinestesie che fanno da cuscino armonico all’immaginario brusio delle conversazioni intessute tra i personaggi, per esplicitarne spudoratamente i più reconditi propositi.

    

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Biografia:

Laureatasi in Pedagogia nel 1969, ha conseguito nel 1971 l’Abilitazione all’insegnamento di Filosofia, Storia, Psicologia e Studi sociali. Dirigente Scolastica dal 1986 al 2011, attualmente è vice presidente della Società Filosofica Italiana sez. di Avellino, nonché socio fondatore e past President di AMICA SOFIA (Associazione per la promozione e la ricerca delle pratiche di Filosofia dialogica nella scuola e nella società) con sede presso il Dipartimento di Scienze umane e della Formazione dell’Università di Perugia. Esperta di didattica laboratoriale, ha ideato il metodo ‘CREATURE VARIOPINTE’© per la promozione delle pratiche filosofiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle carceri e nella società civile. Ha diretto numerose Scuole di alta formazione ad Avellino per conto dell’Istituto Italiano per gli studi Filosofici di Napoli, nonché sperimentazioni didattiche e iniziative di ricerca-azione per la formazione in servizio dei docenti. Ha tenuto corsi di Pedagogia generale, Sociologia dell’educazione e Lingua francese nel biennio di Specialistica dell’Istituto superiore di Scienze Religiose ‘S. Giuseppe Moscati’ di Avellino. Presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno ha svolto il progetto ITCOLE (Innovative Technology for collaborative learning and Knowledge Building) partecipando al teachers meeting di Atene (settembre 2002) per presentare un poster sulle ricerche compiute nell’ambito dell’apprendimento cooperativo a distanza. 

 E’ autrice di numerosi articoli e saggi, tra cui: Creature variopinte (Roma 2004); Per un’educazione al dialogo (Avellino 2004); Socrate in classe (Perugia 2008); Logos e Melos – Filosofia e Musica come linguaggi della mente (Avellino 2010); Un mondo di creature variopinte (Bologna 2016). Con il romanzo Ma l’amore no (Grottaminarda 2000) è alla sua prima esperienza di scrittura narrativa.

 

 

Un mondo di creature variopinte

Questo testo raccoglie il meglio delle esperienze laboratoriali dell’autrice, condotte per lunghi anni nelle scuole di ogni ordine e grado e nella società civile, finalizzate ad incentivare la relazione dialogica per educare all’ascolto e alla reciprocità.

L’obiettivo è quello di istituire nel laboratorio un ethos della comunicazione, per dar vita ad un pensiero dialogante che, muovendo dallo stupore, conduca alla conoscenza. Lo strumento è il dialogo socratico, fondato sull’empatia e praticato con naturalezza e reciprocità di intenti. Si attua così una pedagogia della cura, un pensiero caring, che abilita il gruppo di apprendimento a costituirsi come ‘comunità di ricerca’.

Si propone in particolare ai dialoganti un modello di lettura creativa e cooperazione interpretativa di testi narrativi che vanno dalle fiabe di magia ‘filosoficamente rilevanti’ al mito come prodotto narrativo archetipico, per giungere alla pratica del teatro-danza come spazio del possibile, in un approccio olistico ed inclusivo che utilizza il linguaggio musicale per dire l’indicibile.

Si forniscono nel testo molte indicazioni orientative sui percorsi operativi, suddivisi in tre Moduli: 


 MODULO A: Nel paese delle meraviglie (approccio speculativo)

 MODULO B: Attraverso lo specchio (approccio identitario)

 MODULO C: I CARE (prosocialità, amicizia)


Le modalità più attuali della didattica laboratoriale vengono presentate attraverso le buone pratiche del learning by doing, attraverso indicazioni concrete sulle modalità di documentazione, verifica e valutazione degli itinerari didattici, per uscire dall’autoreferenzialità e configurare la collegialità docente come comunità di ricerca.

Questo testo è stato tradotto in inglese da Maria Elena Napodano col titolo Gaily-coloured creatures.

    

Gaily-Coloured Creatures

Philosophy with children from Primary School

The book focuses on philosophical research on children, explaining how their main interests, curiosity, discoveries, creativity, wonder, surprises are basic factors and essential requisites to build their philosophical knowledge. The book documents a large number of experimental sessions accomplished since 1996 in Italian primary schools by Mirella Napodano, who designed new methods for philosophical learning and training with children. Her didactic method is based on peer education through cooperative dialogue and it is made of three modules: A) The speculative way: Alice in wonderland; B) The way of identity: Alice through the mirror; C) The way of friendship: I care. The book contains a selection of literary pieces, fairy tales, stories, classic myths, Jewish midrash. They are recommended for their philosophical significance, but teachers are free to choose topics and contents of their sessions according to their preferences and pupils interests.

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