Agostina 

Spagnuolo

Capriglia di Principato Ultra nell'anno 1745

In questo volume, Agostina Spagnuolo presenta (con attenta analisi critica) i risultati demografici ed economico sociali offerti dal Catasto onciario di Capriglia Irpinia del 1745. Si tratta di una fonte privilegiata e pressochè unica per ricchezza e completezza di dati, per la storia dei Comuni del Regno di Napoli a metà del XVIII secolo. L'autrice, favorita in questo dalla ridotta dimensione territoriale e demografica della Capriglia del tempo,  ha saputo ricavarne tutte le notizie che il Catasto offre, a cominciare dalla griglia demografica, ricostruendo lo "stato civile" di tutte le famiglie e di tutti gli abitanti del paese, con i rispettivi mestieri, redditi, proprietà e "pesi" e ricostruendo altresì, attraverso gli antichi toponimi, il paesaggio agrario e l'habitat naturale del territorio. La realtà che emerge dall'attenta analisi condotta da Agostina Spagnuolo è quella di una dimensione spaziale e urbanistico-architettonica tutta particolare, fortemente decentrata in minuscoli "casali" sorti lungo le antiche vie di comunicazione che dall'area del Partenio scendevano verso Avellino e Atripalda.


 


Agostina Spagnuolo (Capriglia Irpina AV, 1951). Laureata in Scienze Biologiche, ha insegnato in scuole medie e superiori. Ha al suo attivo pubblicazioni nel campo della poesia, della narrativa e della ricerca storica e antropologica. Ha pubblicato: le sillogi di poesia Volevo guardare il mare (2009), Il tempo giusto (2018); il racconto antropologico Di cenere e di pane, Un viaggio nella civiltà contadina da Capriglia Irpina a Guardia Lombardi (2012); i testi di storia locale: Capriglia Irpina, appunti di storia dalle origini ai giorni nostri (2014); Guardia Lombardi tra Settecento e Ottocento, dal catasto onciario al catasto napoleonico (2015), Capriglia di Principato Ultra nel 1745 (2020); Guardia nel 1742 (2020). È presente, con racconti e poesie, in antologie legate a premi e rassegne letterarie anche internazionali, ed ha riportato importanti riconoscimenti.



Biografia:

Capriglia Irpina

Il desiderio di conoscere la storia del mio paese è il motivo che mi ha spinto a dedicare un intenso periodo di tempo alla ricerca di fonti e documenti. Presso la Biblioteca di Montevergine, l’Archivio di Stato di Avellino e quello di Napoli, ho scoperto importanti scritture quali delibere, atti notarili, regesti: tutti preziosi documenti della storia del paese. Il punto di partenza sono state le deliberazioni amministrative del XIX secolo, mentre per la storia più antica ho fatto riferimento alle pubblicazioni di storici, quali Allocati, Barra, Giustiniani, Jannacchini, Landi, Mongelli, Serafino Pionati, Ricca, Scandone, Zigarelli, e altri. ...  


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Il tempo giusto

“Il nostro destino è spaventoso non perché sia reale ma perché irreversibile” ci dice lo scrittore Luis Borges. È irreversibile poiché la nostra sostanza è il tempo: l'evidenza suprema che non può essere smentita. Ma questa evidenza leopardiana ci dice anche che il tempo è la sola risorsa a nostra disposizione. È la consapevolezza che attraversa e innerva questa silloge di Agostina Spagnuolo nella quale il tempo è inteso, però, come luogo non di condanna ma di redenzione totale per cui si va alla ricerca di una “giustizia”, di un kairos, un tempo opportuno paolino che dica una verità a cui affidarci. Quello di Agostina Spagnuolo è un tempo ritrovato come già accaduto nella memoria che lo scopre prezioso, rivelativo, eterno, metafisico ma mai come qualcosa di perduto.
Questa poesia non è, come potrebbe sembrare, “nostalgica” nel senso di ciò che etimologicamente   vuol dire ritorno doloroso. Nella poesia della Spagnuolo, invece, il ritorno è custode dell'unicità dell'evento. L'io ritorna per scoprire non per rivivere. È qui che cogliamo la peculiarità di questa poesia così sincera e immediata caratterizzata dall’uso di costrutti lineari e fluidi. 

Agostina Spagnuolo è una poetessa della speranza e della centralità del sogno in un mondo caratterizzato tutto da forme devastanti di spersonalizzazione controllate dal mondo “turbocapitalistico” dove abbiamo perso le nostre sembianze di esseri umani. In questo scenario si colloca la parola poetica che recupera il volto, lo sguardo primigenio che tutto rigenera e tutto domina.


Dalla prefazione di Giuseppe Cerbino.


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Guardia dei Lombardi

Per la scrittura di questo libro, ho ricercato e analizzato documenti originali dagli Archivi di Stato di Avellino e di Napoli, dalla Biblioteca Statale di Montevergine, soffermando l’attenzione sulla realtà socioeconomica del periodo compreso tra Settecento e Ottocento. Ho attinto importanti informazioni dai catasti, l’onciario del 1742, il napoleonico del 1807 e la sua rettifica del 1816, una vera e propria miniera di notizie. Ho trascritto in alcuni casi il testo originale dei documenti, con le regole grammaticali del tempo. Ho riportato in Appendice i verbali degli Atti preliminari del 1742 e l’importante Apprezzo, in base al quale fu effettuata la valutazione dei beni (animali e vettovaglie). In merito alle rivele, vere e proprie autocertificazioni, mi sono limitata a trascrivere quelle del sacerdote e del feudatario. Ho ritenuto di riferire per ogni famiglia tutti i dati, per avere una visione, di quella realtà, la più completa possibile. Ho calcolato in once e tarì per l’elaborazione statistica delle tabelle riassuntive. I documenti del catasto napoleonico, la cui elaborazione costituisce la seconda parte di questo lavoro, forniscono utili indicazioni anche sulla toponomastica. Non ho voluto mancare di trascrivere alcuni ritagli da Capitoli matrimoniali risalenti allo stesso periodo storico, cioè contratti notarili stipulati per assegnare la dote alla sposa in procinto di matrimonio, dai quali si evince anche quale fosse la condizione giuridica della donna a quel tempo. I Capitoli matrimoniali costituiscono un interessante spaccato di vita che ho voluto porre in evidenza. Interessante anche l’istituzione delle monache bizzoche, le monache di casa, che pur non vestendo l’abito monacale, restavano nubili e votate alla castità. Un monte di maritaggio assicurava un minimo di dote alle ragazze povere e orfane: in questo caso l’istituzione di beneficenza era il monte De Mongellis, fondato da Don Tiberio de Mongellis e dalla nobile Vittoria Lucania.

Il libro è stato insignito del premio Emily Dickinson 2019 nella sezione saggio storico.


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